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Bracconaggio e inciviltà venatoria

Pubblicato da PAOLO

7 ottobre 17. Belvedere, ( Cantignano). Questo è quello che resta di un capriolo. Un piede preso in un laccio.

7 ottobre 17. Belvedere, ( Cantignano). Questo è quello che resta di un capriolo. Un piede preso in un laccio.

16 settembre 17.      Il 15 settembre ci hanno informato che c’erano due caprioli morti nel distretto.  Siamo andati a verificare. Che grandi uomini ….  Arroganti, gente senza rispetto. Fanno più pena che rabbia.  Due caprioli uccisi e lasciati marcire qualche giorno prima dell’apertura.
16 settembre 17.      Il 15 settembre ci hanno informato che c’erano due caprioli morti nel distretto.  Siamo andati a verificare. Che grandi uomini ….  Arroganti, gente senza rispetto. Fanno più pena che rabbia.  Due caprioli uccisi e lasciati marcire qualche giorno prima dell’apertura.

16 settembre 17. Il 15 settembre ci hanno informato che c’erano due caprioli morti nel distretto. Siamo andati a verificare. Che grandi uomini …. Arroganti, gente senza rispetto. Fanno più pena che rabbia. Due caprioli uccisi e lasciati marcire qualche giorno prima dell’apertura.

IL CAPRIOLO DI CASIBENE

Giovedi 23 febbraio 2017, mi avvertiva Alfio B. che un suo amico cercatore di tartufi la mattina del 19, aveva visto nella zona di Casibene ( Monte Urbino Gubbio) un capriolo morto. La sua attenzione era stata richiamata da una grossa pozza di sangue. Il Capriolo, ancora intatto, era li vicino tra i cespugli. Ci siamo subito recati sul posto, ma dopo quattro giorni del capriolo restava ben poco. La chiazza di sangue era comunque ancora ben visibile. Qualcuno ha detto, "sarà stato il lupo". Il lupo è arrivato dopo. I caprioli catturati dal lupo non versano tutto quel sangue. Una chiazza così fa pensare a una emorogia da una grossa ferita e che è rimasto li dove è stato colpito forse da una palla del 12.

Bracconaggio e inciviltà venatoria
Bracconaggio e inciviltà venatoria

BUSTE DI PELLI A CASACCE.

I primi di febbraio 2017 in località Casacce dietro l'edicola di S. Ubaldo che segna il confine tra Perugia e Gubbio ho trovato due buste di pelli di capriolo. Le buste che a suo tempo erano state di sicuro appoggiate vicino al contenitore della nettezza urbana, erano state poi trascinate dietro e lacerate da qualche animale. Delle pelli ormai sfatte era rimasto solo il pelo. Due buste così grandi dovevano contenere diverse pelli. Dallo stato di degrado si capiva che il fatto risaliva a circa due mesi prima. Anche in questo caso ho chiamato la forestale chiedendo maggiori controlli. Mi hanno assicurato che il giorno successivo avrebbero fatto un sopralluogo.

Bracconaggio e inciviltà venatoria
Bracconaggio e inciviltà venatoria
Bracconaggio e inciviltà venatoria
Bracconaggio e inciviltà venatoria
Bracconaggio e inciviltà venatoria

BRACCONAGGIO ALLA FARGNOLA

Il 4 ottobre 2016, mi avvertì un cacciatore del distretto che c'era un capriolo morto alla Fargnola. Feci intervenire le guardie provinciali perché intendevo fare una denuncia contro ignoti per bracconaggio. Mi dissero che non si poteva fare perché era ancora aperta la caccia di selezione e la morte poteva essere stata causata dal ferimento in seguito al prelievo selettivo. Feci notare che li non cera nessuna sottozona o punto sparo, che in quel periodo non si preleva la femmina e che soprattutto in selezione non si spara a pallettoni. ( Portava chiari segni sul posteriore sinistro).Dissero che solo il veterinario avrebbe potuto fare una diagnosi sulle cause della morte e che comunque avrebbero fatto il verbale.

Bracconaggio e inciviltà venatoria
Bracconaggio e inciviltà venatoria
Bracconaggio e inciviltà venatoria
Bracconaggio e inciviltà venatoria
Bracconaggio e inciviltà venatoria
Bracconaggio e inciviltà venatoria
Bracconaggio e inciviltà venatoria

 

 Il Capriolo del 1°maggio. 

Il pomeriggio del primo maggio, passando assieme a Luciano Petrini nei campi sotto Alcatraz, lungo il torrente Resina, abbiamo notato un capriolo ferito. Non appoggiando gli arti anteriori,  si faceva accostare fino a circa due metri e poi si spostava di poco sobbalzando. Dove si alzava lasciava tracce di sangue.  Abbiamo effettuato  numerose chiamate presso le caseme della guardia provinciale e forestale competenti per territori, senza avere risposta. Poi con il 1515 è arrivata dopo circa due ore, da una località nei pressi di Sigillo, quasi al confine con la Marche, una pattuglia della Forestale accompagnata dal veterinario della ASL di Gubbio. Tornati sul luogo abbiamo ritrovato il nostro capriolo. Mi interessava prenderlo, non solo per effettuare le ovvie cure, ma soprattutto per verificate se la ferita fosse causata, come io son certo da un colpo di carabina. Poteva essere l'occasione per fare una denuncia e chiedere con più motivazioni, efficaci controlli. Dopo alcuni tentativi, senza attrezzature, reti o anestetici, il nostro capriolo guadagnava a sobbalzi la macchia e data l'ora abbiamo dovuto rinunciare. La sera successiva sono tornato sul luogo, controllando in lungo e in largo per quasi due ore ma senza alcun risultato. 

Capriolo-del-1--maggio.jpg

Capriolo del 1° maggio 2012

 

UMBRIA: DENUNCIATI BRACCONIERI DI CINGHIALI

Tratto da www.asca.it

(ASCA) - Perugia, 31 lug - Avevano abbattuto un cinghiale nelle campagne di marcino, utilizzando due fucili calibro 12. Per questo gli agenti della Polizia Provinciale del Comprensorio del Trasimeno hanno prima fermate e poi denunciato due persone. Dovranno rispondere dell´aver cacciato in periodo di divieto generale.
 
I fucili e l´animale ucciso sono stati sequestrati. Sono in corso ulteriori indagini per chiarire i contorni della vicenda. Quest´ultima operazione antibracconaggio, evidenzia una nota della Provincia di Perugia, e´ arrivata dopo un precedente blitz, condotto dagli stessi Vigili Provinciali del Comprensorio del Trasimeno che avevano bloccato in flagranza di reato, altri due bracconieri, i quali di notte e armati di una potente carabina dotata di silenziatore e visore notturno, praticavano la caccia al cinghiale. Dai dati, si legge ancora, risulta che il bracconaggio e´ in aumento.

Il fenomeno si lega alla vendita illegale della carne dei selvatici abbattuti di frodo, che fuori dal canale ufficiale di controllo operato dagli apparati delle ASL, rischia di finire sulle tavole di cittadini inconsapevoli dei rischi derivati dal consumo di carne non controllata e verificata.

Rispetto al consumo di carne di cinghiale, infatti, il problema maggiore e´ rappresentato dall´aspetto igienico-sanitario, nella fattispecie dalla ´´trichinellosi´´, malattia parassitaria degli animali che puo´ colpire anche l´uomo. Allo scopo, da tempo, in Umbria la normativa sanitaria del settore prevede che i cacciatori di cinghiali debbano obbligatoriamente sottoporre alcuni tessuti biologici di ogni singolo capo abbattuto al test trichinoscopico, prima del consumo.
Questo commercio illegale di carne, visto anche l´attuale periodo di crisi economica, spesso risulta essere, per i bracconieri, un secondo lavoro, divenendo fonte di reddito

 

 25 marzo 2012, Palmaiolo di Cascia.

 Un passante ha trovato un capriolo agonizzante, lungo la strada di Palmaiolo e ha immediatamente avvertito la forestale. Il vetrinario della ASL, chiamato dagli agenti, costatava la gravità delle condizioni generali. Il capriolo presentava dei fori in prossimità dello specchio anale, che facevano pensare a un colpo a pallettoni o di calibro 22. Le ferite interessavano la parte addominale e sicuramente, viste le difficoltà respiratorie, anche la polmonare. Poco dopo l'animala è morto.

 

Cascia, caccia cinghiali e caprioli col laccio metallico: denunciato bracconiere

Un 50enne del posto era da tempo seguito dalla Forestale

Scritto il 05/3/12 • Categoria: Cronaca

Cacciava cinghiali, caprioli e volpi con lacci metallici. Gli uomini del Corpo forestale dello Stato di Cascia hanno colto in flagranza di reato un cinquantenne della zona mentre esercitava attività di bracconaggio.

Seguito da tempo L’uomo era seguito da tempo, in quanto il suo atteggiamento, modus operandi, aveva insospettito gli agenti. Un attento e discreto monitoraggio con reiterati appostamenti ha permesso agli agenti di coglierlo in flagranza di reato e sequestrare gli strumenti che adoperava. Infatti il bracconiere è stato sorpreso mentre disseminava dodici lacci metallici, tra l’altro realizzati artigianalmente, destinati alla cattura della fauna selvatica di grossa taglia, quali cinghiali, caprioli e volpi presenti in numero significativo in Valnerina.

Una lenta agonia Tali strumenti illegali di cattura, pur essendo realizzati in modo artigianale, provocano negli animali una lenta e straziante agonia prima di giungere alla morte. L’uomo è stato denunciato a piede libero alla procura della Repubblica di Spoleto.

I precedenti Nella stagione venatoria 2011-2012 il comando di Cascia ha denunciato tredici persone per diverse fattispecie di reati relativi all’utilizzo di mezzi non consentiti e uccisione di specie particolarmente protette.

 

BRACCONIERI SPARANO AD UN AQUILA NEL PARCO DEI SIBILLINI.

di Lucia Caruso

Grave atto di bracconaggio nel Parco nazionale dei Monti Sibillini, dove è stato trovato uno splendido esemplare adulto di aquila reale gravemente ferito da un colpo di fucile da caccia. Il ritrovamento è avvenuto nel pomeriggio di giovedì. Il colpo sferrato ha procurato al povero rapace alcune fratture ad un’ala e la perdita di un occhio, problemi questi che non gli garantiranno un recupero completo. «Purtroppo – spiegano i veterinari del Corpo forestale dello Stato che l’hanno soccorso – non potrà mai più tornare al suo stato di vita naturale». L’aquila è stata trasferita dal Cfs di Visso al Centro recupero rapaci di Pescara, sempre gestito dalla forestale. Nello stesso parco l’anno scorso furono uccisi tre lupi. «Il fenomeno del bracconaggio nel Parco sta raggiungendo livelli preoccupanti» ha detto il direttore del parco Franco Perco, che insieme al Coordinamento territoriale per l’ambiente del Cfs di Visso ha lanciato un piano straordinario anti-bracconaggio e chiesto al ministero dell’Ambiente l’adeguamento degli organici per la vigilanza.

Rara e protetta L’aquila reale è una specie molto rara e per questo protetta, infatti nel Parco nazionale dei Monti Sibillini se ne contano appena quattro o cinque coppie. Si tratta del rapace più bello e particolare che sorvola i nostri cieli. La sua apertura alare supera i due metri e le sue ali sfrangiate la rendono inconfondibile. Chi ha la fortuna di vederla in volo ha il privilegio di vivere un’esperienza unica e indimenticabile. Oltre ad essere naturalmente affascinante, questo rapace è uno dei più grandi uccelli predatori presenti in Italia che  svolge anche un ruolo insostituibile a livello ecologico. Il bellissimo uccello cacciatore, che negli anni ha incantato con la propria fierezza e maestosità i popoli fino a diventare un animale mitico e leggendario, è da considerare ancora oggi il simbolo delle nostre montagne. Tuttavia, nonostante il suo fascino e la sua importanza, l’aquila reale è minacciata dalla crescente e indifferente tendenza dell’uomo a sfruttare le risorse ambientali in modo miope e poco rispettoso degli equilibri naturali.

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 Falco impallinato.

 

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30-06  in senso contrario

 

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  Bossoli spara e getta.

 

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